Assi viari: parte il crowdfounding

Assi viari: parte il crowdfounding

Lucca, 9 marzo 2026 – Ancora una volta i cittadini della Piana di Lucca sono costretti a difendere il proprio territorio nelle aule di tribunale. Lo scorso 5 gennaio il Comitato Altrestrade ha presentato un ricorso al TAR del Lazio contro il progetto degli assi viari, dopo l’improvvisa accelerazione impressa dal Commissario che, nel dicembre 2025, ha approvato il progetto definitivo con modalità che continuano a sollevare forti dubbi di trasparenza e legittimità

Questo il link alla piaffaforma crowd:

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Il progetto approvato è stato completamente stravolto. Quella che doveva essere un’infrastruttura di 30 chilometri è stata ridotta a soli 7,7 chilometri, mentre i costi sono triplicati fino a raggiungere l’enorme cifra di 179 milioni di euro.

Sette chilometri e mezzo di strada per quasi duecento milioni di euro.

Una domanda è inevitabile: a chi serve davvero quest’opera?

Per sostenere questa battaglia legale il Forum per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini lancia una campagna di crowdfunding, presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa al bar La Pecora Nera nel Giardino degli Osservanti.

La raccolta fondi nasce con un obiettivo preciso: permettere ai cittadini di difendere il proprio territorio anche nelle sedi giudiziarie, visto che finora le loro osservazioni e le loro preoccupazioni sono state sistematicamente ignorate.

«Ci troviamo di fronte a un progetto sempre più ridotto, sempre più costoso e sempre meno giustificabile – spiegano dal Forum –. Eppure si continua a volerlo imporre alla Piana come se fosse inevitabile. Un progetto che consuma territorio, aumenta traffico e inquinamento e peggiora la qualità della vita di tutti, a beneficio di pochi e senza alcun reale vantaggio per la mobilità della Piana».

Le criticità non sono solo ambientali. Il progetto presenta numerose lacune e fragilità dal punto di vista amministrativo, che sono oggetto del ricorso al TAR.

Non è la prima volta che gli Assi Viari finiscono in Tribunale.  Anche nel 1992 i cittadini della Piana si trovarono davanti a un progetto molto simile e furono costretti a organizzarsi per impugnarlo. Lo fecero, portarono la questione in tribunale e riuscirono a fermarlo.

«Oggi la situazione non è molto diversa. Anche questa volta siamo davanti a un progetto pieno di criticità. Come allora, fermarlo è possibile. Se non reagiamo ora, domani sarà troppo tardi. Le ruspe arriveranno e la Piana pagherà il prezzo di scelte sbagliate fatte senza ascoltare i cittadini».

A preoccupare sono soprattutto gli impatti ambientali pesantissimi che l’opera rischia di produrre e la distruzione del tessuto sociale della Piana.

Il tracciato attraversa aree estremamente delicate e potrebbe compromettere la falda acquifera sotterranea della Piana, una risorsa fondamentale per tutto il territorio. I recenti fatti di Antraccoli dimostrano chiaramente quanto sia fragile questo equilibrio. Ad ulteriore conferma della nocività del progetto vi è la soluzione proposta di Anas di tombare (quindi sigillare) tutti i pozzi artesiani lungo il tracciato, segno inequivocabile che si è coscienti del danno ambientale che si va a produrre alla lucchesia.

Allo stesso tempo l’infrastruttura minaccia gli habitat naturali della zona dei laghetti di Lammari, uno degli ultimi ambienti umidi rimasti nella Piana e un’area di grande valore ecologico.

«Siamo di fronte a un progetto che mette a rischio la falda, distrugge habitat naturali e consuma altro suolo agricolo. Un’opera che peggiora la vita di tutti ma che qualcuno vuole realizzare a ogni costo».

Negli ultimi mesi si è spesso sentito dire che l’opera sarebbe necessaria per non perdere i finanziamenti previsti, pari a 179 milioni di euro.

La risposta del Forum è netta.

«La Piana di Lucca non vale 179 milioni di euro. Vale molto di più. Chi sostiene che dobbiamo costruire questa strada per non perdere i finanziamenti dimostra semplicemente di non conoscere il valore reale del nostro territorio».

Il ricorso al TAR rappresenta oggi l’ultima possibilità concreta per fermare questo progetto. Ma affrontare una battaglia legale richiede risorse. Per questo il Forum lancia un appello a cittadini, associazioni e realtà del territorio.

«Nel 1992 i cittadini si sono organizzati e hanno fermato un’opera sbagliata. Oggi dobbiamo fare lo stesso. Fare ricorso non è una scelta facile, ma è diventata l’unica strada possibile quando le decisioni vengono prese sopra la testa delle comunità. Difendere il territorio ha un costo, ma arrendersi costerebbe molto di più».

La campagna di crowdfunding è già attiva online sul portale “produzioni dal basso” e nei prossimi mesi sarà accompagnata da iniziative pubbliche e momenti di informazione sul territorio.  I fondi raccolti serviranno a coprire le spese legali e tecniche necessarie per sostenere il ricorso e le iniziative giudiziarie promosse dal Comitato Altrestrade. Si può donare anche tramite i canali del Comitato (IBAN o Paypal), presenti sul sito assiviarilucca.it

«La Piana di Lucca è un bene comune. Se vogliamo difenderla davvero, questo è il momento di farlo. Questa battaglia riguarda tutti e tutti possono contribuire. Perché questa potrebbe essere davvero l’ultima occasione per fermare un progetto sbagliato».